Brand identity e piattaforma digitale per umanizzare la donazione di sangue







Il progetto per Ioxte nasce dall’esigenza di superare una comunicazione tradizionale spesso legata a codici visivi freddi, istituzionali o emergenziali. L’obiettivo è stato costruire un’identità capace di avvicinare le persone al tema della donazione attraverso una narrazione più umana, relazionale e continua nel tempo. Il sito web diventa il principale touchpoint del brand e ha il compito di tradurre i valori dell’organizzazione in un’esperienza accessibile, coerente e riconoscibile, capace di generare fiducia prima ancora di stimolare l’azione.
Il concept del progetto si fonda sull’idea che la donazione di sangue non sia solo un gesto tecnico o un atto di emergenza, ma una relazione tra persone che si rinnova nel tempo. La scelta di spostare il racconto dal bisogno astratto al legame concreto nasce dalla volontà di ridurre la distanza emotiva che spesso allontana le persone da questo tema.
Invece di comunicare urgenza o senso di colpa, il progetto costruisce un immaginario di prossimità e responsabilità condivisa, in cui chi dona non è un eroe e chi riceve non è un’entità anonima, ma parte di una stessa comunità. Questa impostazione concettuale guida tutte le scelte successive di brand identity e di progettazione dell’esperienza digitale.
Il logo è progettato come sintesi visiva del concept e lavora su un’immagine archetipica di relazione. La forma che richiama due persone che si tengono per mano, con la goccia di sangue come punto di contatto, consente di comunicare in modo immediato il valore umano del progetto senza ricorrere all’iconografia ospedaliera tradizionale. Questa scelta evita di associare il brand a immaginari di dolore o urgenza medica e permette di costruire un posizionamento più empatico e inclusivo.
Il payoff “Donatori del sangue per la vita” rafforza ulteriormente questa visione, spostando l’attenzione dal singolo gesto al valore di continuità e responsabilità nel tempo, contribuendo a costruire un senso di appartenenza e di comunità attorno al brand.
l progetto si rivolge principalmente a giovani adulti e adulti digitalmente attivi che non hanno ancora interiorizzato l’abitudine alla donazione di sangue ma mostrano una sensibilità verso temi sociali e di comunità. La comunicazione è progettata per essere accessibile anche a un pubblico più maturo, mantenendo un tono rassicurante e non paternalistico che favorisca la costruzione di fiducia.
L’esperienza è pensata per intercettare sia chi si avvicina per la prima volta al tema della donazione, sia chi è già donatore e cerca un’identità visiva e valoriale in cui riconoscersi. Questa doppia attenzione permette al brand di lavorare contemporaneamente sull’acquisizione di nuovi donatori e sulla fidelizzazione di quelli esistenti.
La palette cromatica utilizza il rosso come colore identitario per il suo valore simbolico immediato, legato ai concetti di vita, energia e coinvolgimento emotivo. Il rosso non viene però utilizzato in modo invasivo o dominante, ma bilanciato da superfici chiare che permettono di mantenere un’interfaccia leggibile e visivamente respirabile. Questa scelta è funzionale a evitare un sovraccarico emotivo che potrebbe risultare respingente su un tema delicato come quello della donazione di sangue.
La tipografia Quicksand contribuisce a definire un tono di voce visivo contemporaneo e accessibile, capace di trasmettere serietà senza rigidità. La geometria delle lettere e l’equilibrio tra razionalità e calore umano permettono di sostenere il posizionamento del brand come affidabile ma vicino alle persone, evitando sia un’estetica istituzionale sia un linguaggio eccessivamente informale.
L’esperienza utente è costruita per accompagnare l’utente in un percorso progressivo di avvicinamento al tema della donazione. La struttura dei contenuti privilegia chiarezza e linearità per ridurre il carico cognitivo e abbassare le barriere emotive tipiche di un primo contatto con questo argomento. La scelta di non utilizzare call to action aggressive o meccaniche di urgenza risponde alla volontà di costruire una relazione di fiducia tra utente e brand, lavorando su trasparenza e comprensione prima ancora che sull’attivazione immediata.
Questo approccio mira a generare un coinvolgimento più consapevole e duraturo nel tempo, in cui l’azione nasce da una motivazione interna piuttosto che da una spinta esterna. Il design dell’interfaccia è volutamente essenziale e lavora su una composizione ariosa che mette il contenuto al centro.
L’uso di ampi spazi e di una gerarchia tipografica chiara permette di guidare la lettura senza generare affaticamento visivo, favorendo una fruizione rilassata e continua. La riduzione degli elementi decorativi superflui non è solo una scelta estetica, ma una decisione progettuale legata al rispetto del tema trattato.
Un’interfaccia troppo ricca o spettacolare rischierebbe di banalizzare un gesto carico di significato etico e umano. Le micro–interazioni sono quindi pensate per essere funzionali e discrete, accompagnando l’utente senza interrompere il flusso narrativo dell’esperienza.